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Mobilitazione Coldiretti - Migliaia di persone presenti alla Cittadella Regionale

Catanzaro – Migliaia di persone,  provenienti da tutta la Calabria, con autobus e trattori, hanno partecipato davanti alla sede della Regione, in località Germaneto, alla manifestazione indetta dalla Coldiretti Calabria, a cui ha dato la sua adesione anche Anbi Calabria con il suo Presidente Marsio Blaiotta (presenti anche i Presidenti dei Consorzi di Bonifica) e l'Anbi nazionale presente con il Direttore Generale Massimo Gargano.

“E’ stata una grande mobilitazione, fatta di passione e orgoglio, a testimonianza della forza della nostra richiesta, quella di una progettualità che in Calabria aiuti lo sviluppo e la crescita e dia ai giovani l’opportunità di fare impresa. Abbiamo fatto suonare qui per due minuti una grande sveglia perché – ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro - vogliamo far capire che non è possibile avere ritmi così lenti alla Regione. La Calabria è fanalino di coda in moltissimi indicatori, non è colpa di Oliverio ma Oliverio non può continuare 

a mantenere questa situazione che fa della Calabria l’ultima regione in Europa. Bisogna allora accelerare, correre, lavorare giorno e notte, fare scelte e investire nelle cose in cui si credono”.Secondo Molinaro “a oggi non c’è purtroppo alcun decreto che ha finanziato un progetto o un’idea di un giovane e in generale di un agricoltore, e ci sono migliaia di pratiche ferme negli uffici regionali: questo dipende da tanti fattori, dalla burocrazia, dalla mancanza di semplificazione amministrativa, c’è una Regione ancora immobile nell’utilizzo dei fondi europei. 

La nostra mobilitazione ha già prodotto qualche risultato, come i pagamenti di Agea per giugno, ma si tratta di risorse dovute. Il vero e grave problema – ha concluso il presidente della Coldiretti Calabria - è che non vediamo una strategia che proietti la Calabri in un futuro competitivo. Ci vuole una visione politica che purtroppo non vediamo: anche l’assenza di un assessore autorevole è un fattore penalizzante perché sarebbe la figura giusta per coniugare le politiche nazionali ed europee con quelle regionali”.