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I consorzi di bonifica tutto sono fuorché carrozzoni

 Con il titolo :“Consorzi di bonifica ,duro affondo di Di Natale “carrozzoni con un disavanzo di milioni di euro” “ il Fatto di Calabria in data cinque ottobre 2020 riporta un intervento del consigliere regionale in merito alla protesta dei lavoratori del Consorzio dello ionio cosentino nei cui confronti il consigliere regionale esprime solidarietà. L’estensore dell’articolo però, diversamente dal contenuto dell’intervento , sia nel titolo che nel corso dell’articolo, insiste nella definizione dei Consorzi di Bonifica Calabresi quali “carrozzoni” autori di disavanzo milionario attribuendola al consigliere Di Natale in altre precedenti esternazioni. Al di là della paternità della affermazione che costituisce il titolo dell’articolo, preme in questa sede, in qualità di presidente dell’Anbi Calabria, cercare di spiegare in maniera articolata, senza spirito di polemica ma con fermezza, come questa affermazione sia destituita di fondamento e sia oltremodo ingenerosa anche nei confronti degli agricoltori consorziati.

La definizione utilizzata nel titolo non può riferirsi ai Consorzi di bonifica che peraltro sono stati oggetto di riforma da parte del legislatore regionale.
La riforma dei consorzi di bonifica calabresi, in linea con l’intesa Stato-Regioni del 2008, definita a partire dal febbraio 2010 ha ridotto il numero dei Consorzi da 17 a 11, ma, cosa più importante, ha portato all’interno dei consorzi di bonifica calabresi, prima gestiti da commissari regionali autori di innumerevoli manomissioni dell’istituto consortile (allora si erano carrozzoni!!!), le amministrazioni ordinarie regolarmente elette dai consorziati, cioè dagli agricoltori i cui immobili ricadono nel comprensorio consortile chiamati questi ultimi a contribuire finanziariamente alle attività dell’Ente.
In questo decennio i Consorzi di bonifica gestiti dagli agricoltori si sono operati a garantire i servizi relativi alla irrigazione ed alla manutenzione delle opere pubbliche di bonifica con efficienza anche se con grande sacrificio per come di seguito si espone.
Infattiper l’attuazione della riforma la Giunta Regionale ha chiesto, nella fase istitutiva, con propria deliberazione , la redazione da parte di ciascun Consorzio di un piano industriale approvato poi con atto formale dalla Giunta Regionale e ciò al fine di verificare la sostenibilità degli Enti che si andavano a costituire.
I piani industriali approvati prevedevano da parte della Regione una serie di misure di accompagnamento che in realtà sono venute a mancare.
D’altra parte e a conferma, varie Commissioni del precedente Consiglio Regionale, nonché il Consiglio stesso, si sono occupati dei Consorzi i le cui conclusioni sono sintetizzate nella Mozione n° 91 del 26 ottobre 2017 dell’Assemblea Legislativa che, votata all’unanimità, testualmente riporta:
“ gli undici consorzi di bonifica calabresi versano in grave situazione finanziaria, causata in gran parte dalla mancata copertura dei piani attuativi di forestazione per il periodo 2001-2015 ed alla drastica riduzione dei trasferimenti regionali di cui alle LL.RR. nn.26/75 e 11/03; ulteriori cause sono riconducibili alla riduzione delle spese generali di forestazione attualmente al 3,5%, al mancato assolvimento di alcuni obblighi assunti dall’Ente Regione per i piani industriali di alcuni Consorzi, nonché ai ritardi accumulati nell’approvazione dei piani di classifica;”
Definito il reale quadro di agibilità nel decennio dei Consorzi di Bonifica Calabresi il disavanzo contabile desunto dai conti consuntivi è di gran lunga inferiore alle minori risorse erogate dalla Regione in relazione alle azioni indicate nella mozione 91/2017.
Basti pensare che solo i minori contributi erogati rispetto al 2010 per come era previsto nei piani industriali uniti alla diminuzione delle spese generali della forestazione, comportano minori entrate per complessivi 52 milioni di euro cui deve aggiungersi la ulteriore considerazione che i ruoli di contribuenza, per ben nove anni, in assenza dei piani di classifica, sono stati non completamente riscuotibili.
Appare evidente, in questo quadro, che i Consorzi di Bonifica Calabresi, pur in forte sofferenza per le difficoltà sopra esposte, hanno garantito ,con risultati migliori rispetto al passato ante riforma, i servizi essenziali in agricoltura, anche in periodi di emergenza quale quello indotto dal Covid-19, sottolineando che non può non concludersi che i disavanzi complessivi dei Consorzi determinati dalla mancata attuazione delle misure di accompagnamento, evidenziano comunque una gestione virtuosa, da parte delle Amministrazioni Consortili.
In qualità di presidente, insieme al comitato direttivo di recente rinnovo, ritengo urgente ed indispensabile avviare ogni utile interlocuzione con tutti i soggetti istituzionali interessati, in primis con l’Assessore on Gianluca Gallo, di cui si apprezza la disponibilità manifestata, affinché la Regione porti a compimento un percorso avviato e mai concluso.
Tanto si doveva per chiarezza di informazione ritenendo che i Consorzi di Bonifica per la loro natura giuridica , proprio perché appartenenti agli agricoltori, non possono essere terreno di attacchi strumentali da qualsiasi parte provengano, possono essere oggetto di critiche anche serrate se meritate e volte a migliorane i servizi.

Ing. Rocco Leonetti presidente Anbi Calabria