News

News



Dopo 50 anni inaugurata la diga Re di Sole

SAN GIOVANNI IN FIORE - Quarantasette anni. Tanti ne sono serviti per poter finalmente inaugurare la diga di Re di Sole a San Giovanni in Fiore, un invaso che potrebbe dare acqua a circa 1000 ettari di terreno. Non solo, ma appena la diga sarà a regime potrebbe anche produrre energia elettrica.

Venerdì 17 giugno 2022 quindi c'era il clima della grandi occasioni all'inaugurazione della struttura che si è potuta completare grazie alla caparbietà dei Consorzi di Bonifica che hanno preso in mano l'opera e l'hanno portata a compimento con grandi sacrifici, grazie soprattutto all'apporto di cinque giovanissimi ingegneri, tutti laureati all'Unical, che hanno il contributo decisivo per inaugurare l'opera. Lo hanno detto nel loro intervento sia Salvatore Gargiulo - Presidente del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino e, soprattutto, Rocco Leonetti, Presidente ANBI Calabria. I due hanno ammesso le difficoltà di liquidità in cui versano i Consorzi, ma non sono difficoltà di natura operativa. Anzi. Basti pensare cjhe i Consorzi sono riusciti a presentare e farsi approvare una serie di progetti con il Pnrr. Quello che chiedono però è una chiarezza nei rapporti con la Regione che deve supportare, se crede nella loro funzione, questi organisimi che da qualche hanno sono ritornati nelle mani degli agricoltori, ma fino a poco tempo fa erano gestiti dalla Regione che ha usato la manica un po larga nelle assunzioni. Per questo al momento del passaggio di testimone con gli agricoltori, la Regione si era impegnata a far fronte a parte degli stipendi del personale, ma la quota si è pian piano assottigliata nel tempo e oggi i conti non tornano. Eppure della bontà di questo modello di autoges

tione degli agricoltori alla Cittadella sono pienamente convinti. Katia Gentile, presidente VI commissione regionale, che non a caso come primo atto ha voluto audire i rappresentanti dei consorzi per capire lo stato dell'arte e di come mettere a regime gli organisimi. Una circostanza confermata nel corso del dibattito anche dal direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, che ha raccolto le difficoltà burocratiche per portare a unità le diverse contabilità dei vari consorzi e quella di reperire le risorse. Dopo i saluti dei rappresentanti delle organizzazioni di categoria (Luca Pignataro, presidente provinciale CIA; Paola Granata presidente Confagricoltura e Franco Aceto presidente regionale Coldiretti Calabria) è toccato all'assessore regionale Gianluca Gallo fare il punto della situazione. L'assessore ha ribadito quanto già detto dal presidente Occhiuto ovvero che i consorzi devono essere rilanciati. Per farlo devono essere bonificati da atteggiamenti clientelari. Nello stesso tempo, però, ognuno deve fare la sua parte ha detto riferendosi alla polemica di Confagricoltura che da tempo non partecipa alle elezioni di questi organismi. "Non possiamo - ha detto Gallo - pensare di non partecipare ad un organo che è di autogoverno per poi metterci a criticare. L'assessorato è pronto a fare il suo e sicuramente non farà mai mancare il suo ascolto alle istanze di tutti, ma gli obiettivi si possono raggiungere solo con il lavoro di squadra". Dopo il dibattito, il taglio del nastro affidato alla padrona di casa, il sindaco di San Giovanni in Fiore, nonchè presidente della Provincia, Rosaria Succurro. "La messa in esercizio della diga è un fatto storico di enorme importanza - ha detto - Ora l'impianto assicura l'acqua agli agricoltori locali, che tra l'altro coltivano la patata Igp della 

Sila. Al territorio restituiamo un opera pubblica che era stata abbondonata e dimenticata con grave danno per l'agricoltura e per lo stesso servizio idrico comunale, dato il frequente utilizzo dell'acqua potabile per l'irrigazione". Ora servono altre inaugurazioni di nuove dighe.